L’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di voler imporre dazi reciproci a livello globale, con un’aliquota del 20% destinata ai prodotti provenienti dall’Unione Europea, ha scosso profondamente l’Italia. La minaccia di nuove barriere commerciali arriva in un momento delicato per l’economia globale e suscita forte preoccupazione per le sorti del Made in Italy.

Meloni e Mattarella: voci unite contro i dazi

Immediata è stata la reazione del governo italiano. La premier Giorgia Meloni ha espresso chiaramente la sua contrarietà: “L’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani. Se serve, risposte adeguate. Ma no a guerra commerciale”. Parole che sottolineano la volontà di difendere gli interessi nazionali, pur evitando un’escalation dello scontro commerciale.

Ancora più netto il giudizio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha definito le tariffe “un errore profondo”. Un monito che evidenzia i rischi di una politica protezionistica a livello globale.

L’allarme di Federvini: “Un gravissimo colpo al libero scambio”

A farsi portavoce delle preoccupazioni del mondo produttivo è Federvini, la Federazione Italiana Vini, Spiriti e Aceti. In una nota durissima, l’associazione esprime “profondo rammarico e forte preoccupazione” per la decisione statunitense, definendola “un grave passo indietro nei princìpi di libero scambio internazionale”.

Federvini sottolinea come la misura possa “danneggiare pesantemente l’interscambio transatlantico, con effetti particolarmente dannosi sulla competitività delle imprese del settore agroalimentare”. Il solo comparto di vini, spiriti e aceti italiani, precisa l’associazione, vale oltre 2 miliardi di euro di esportazioni verso gli Stati Uniti, coinvolgendo 40mila imprese e più di 450mila lavoratori lungo l’intera filiera.

Il rischio concreto: perdere fino al 50% dell’export USA

La Presidente di Federvini, Micaela Pallini, non usa mezzi termini: “La decisione di applicare dazi alle esportazioni europee negli Stati Uniti rappresenta un danno gravissimo per il nostro settore e un attacco diretto al libero mercato. Ci siamo già passati, e sappiamo bene quanto possa costare: in passato queste misure ci hanno portato a perdere fino al 50% delle esportazioni verso gli USA. Ora rischiamo di rivivere quel trauma economico, con ripercussioni pesantissime su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino al consumatore finale”.

Pallini lancia quindi un appello alle istituzioni: “Serve ora più che mai compattezza e determinazione da parte delle nostre istituzioni per contenere gli effetti devastanti di queste misure inutilmente protezionistiche e antistoriche”.

Impatto sul food: meno scelta e prezzi più alti per i consumatori USA

Le ripercussioni dei dazi non si limiterebbero al solo settore vinicolo. L’intero comparto agroalimentare italiano, noto per le sue eccellenze, rischia di subire un duro colpo. Prodotti come l’olio d’oliva, i formaggi, la pasta e i salumi potrebbero diventare meno competitivi sul mercato statunitense a causa dell’aumento dei prezzi.

Federvini evidenzia come la misura avrà impatti rilevanti anche su consumatori e operatori oltreoceano: “sono migliaia gli addetti delle società USA coinvolti nell’importazione e distribuzione di questi prodotti, e l’aumento dei prezzi non sarà limitato ai dazi imposti, ma si estenderà a tutta la catena commerciale”. Il rischio è che “dalle tavole dei consumatori statunitensi scompariranno molte etichette, non sostituibili da produzioni locali”.

Un appello al dialogo per scongiurare la crisi

In piena sintonia con le associazioni di rappresentanza internazionali del settore vino e spiriti, Federvini rinnova l’appello alle istituzioni europee e nazionali affinché si impegnino con massima urgenza a riaprire il dialogo transatlantico e lavorare a una soluzione negoziata, capace di scongiurare uno scenario così critico. La speranza è che si possa trovare una via diplomatica per evitare una guerra commerciale che danneggerebbe profondamente entrambe le sponde dell’Atlantico.

Un futuro incerto per il commercio globale

L’annuncio di Trump sui dazi rappresenta una seria minaccia per il Made in Italy e per l’intero sistema del commercio internazionale. Le reazioni del governo italiano e delle associazioni di categoria testimoniano la forte preoccupazione per le possibili ripercussioni economiche e occupazionali. La speranza è che la diplomazia prevalga e si possa evitare un’escalation di misure protezionistiche che porterebbero a un futuro incerto per l’economia globale.

Per approfondire – https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/dazi-usa-e-arrivato-il-d-day-le-conseguenze-per-leuropa-e-litalia-204440

Redazione Foodmakers

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